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Intervista a Giuseppe Maggio su Mrs Playmen: “Ecco cosa chiederei a Pasolini”

Dal 12 novembre su Netflix, Mrs. Playmen narra la storia di una rivista che ha rivoluzionato l’Italia degli anni Settanta. Tra i protagonisti, Giuseppe Maggio, che interpreta il fotografo Luigi Poggi e ha un ruolo cruciale all’interno delle vicende. 

Presentata alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, Mrs. Playmen racconta uno spaccato storico, sociale e politico attraverso la storia di una rivista (che dà appunto il titolo allo show).

La serie, composta di 7 episodi, sbarca su Netflix il 12 novembre e vede protagonisti Carolina Crescentini, Francesco ColellaGiuseppe Maggio. Proprio quest’ultimo ci ha regalato un’intervista esclusiva dove racconta un po’ del suo personaggio e di sè.

Tra i protagonisti di Mrs. Playmen, Giuseppe Maggio si racconta

Avevi mai sentito parlare di Adelina Tattilo e della sua rivista prima di essere coinvolto nel progetto? E cosa ti ha colpito di più di questa storia?

Personalmente non conoscevo Adelina, prima di questo lavoro. Come tanti avevo sentito parlare della rivista, per quanto intrattenesse generazioni antecedenti alla mia. Studiandola, ciò che colpisce è soprattutto il suo coraggio e la sua determinazione: Adelina Tattilo non ha sfidato il Paese per scandalizzarlo, ma per scardinarne l’ipocrisia.

È riuscita a modificarne lo sguardo. Mi piace pensare a Playmen come a un cavallo di Troia. L’eros è un espediente per poi, attraverso i contenuti, parlare alle coscienze.

Com’è stato immergersi negli anni Settanta e girare per Roma con la mitica Vespa?

Immergersi negli anni Settanta e attraversare Roma in Vespa è stato un privilegio sensoriale. La città, in quell’estetica, respira in modo diverso: ha un tempo più lento, un’aria più densa, una seduzione più cruda. Non è nostalgia: è un’altra vibrazione. La Vespa diventa un’estensione del corpo, una retina aggiuntiva.

Quale è stata la sfida più grande nell’interpretare Luigi Poggi? E che tipo di legame hai stabilito con lui?

Interpretare Luigi Poggi significa dar voce a una generazione di ragazzi e ragazze che tentano di opporsi all’ipocrisia di quegli anni. Luigi prova a farlo attraverso il suo sguardo, attraverso le sue fotografie.

È un personaggio tridimensionale, assolutamente moderno. Vive con grande libertà la sua sessualità pur essendo figlio del patriarcato. Sebbene possa sembrare a volte amorale, è dotato di grande sensibilità e profondità.

giuseppe maggio mrs playmen
Giuseppe Maggio e Francesca Colucci in una scena di Mrs. Playmen (Foto: ufficio stampa Netflix) – Newscinema.it

Nella serie Luigi tradisce la fiducia di Elsa (interpretata da Francesca Colucci) per raggiungere il suo scopo. Secondo te, a volte, il fine può giustificare i mezzi?

La domanda più interessante non è se il fine giustifica i mezzi, ma quanto un compromesso etico cambia la natura di una persona. I mezzi definiscono chi si diventa: il danno vero non è quello che si fa agli altri, ma quello che si infligge a sé stessi.

Luigi ne soffre silenziosamente, ma in principio non conosce altra strada. Sarà Adelina, con il suo esempio, che gli permetterà di comprendere che i mezzi per raggiungere il fine possono essere molteplici.

Sei un appassionato di fotografia? O preferisci stare davanti all’obiettivo?

Mi sono appassionato alla fotografia e ho imparato a scattare in analogico per poter interpretare al meglio Luigi. La fotografia è una sintesi. Una scelta. Davanti all’obiettivo, però, avviene l’opposto: non si controlla, si cede. Si permette allo sguardo dell’altro di incidere. E quella vulnerabilità è potentissima.

L’importanza del talento

Se dovessi rintracciare un momento nella tua carriera in cui è arrivata la grande occasione, quale sarebbe?

La grande occasione, nella maggior parte dei percorsi, non è un trionfo improvviso ma una sequenza di micro-decisioni, di scommesse apparentemente marginali. Solo retrospettivamente diventano snodo.

Le vere svolte non fanno rumore quando arrivano: si rivelano dopo. Magari tra qualche anno riuscirò a comprenderlo con maggiore nitidezza.

Quanto è importante il talento nel tuo mestiere?

Il talento è una base, non un esito. Senza disciplina, senza studio, senza una cura rigida del proprio strumento, si dissolve. La costanza quotidiana, invisibile, è ciò che sedimenta. Il talento accelera. La disciplina trasforma.

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Giuseppe Maggio, Filippo Nigro e Carolina Crescentini in Mrs. Playmen (Foto: ufficio stampa Netflix) – Newscinema.it

L’incontro con Pasolini è un momento importante per Luigi. Se fosse accaduto a te, di cosa ti sarebbe piaciuto parlargli?

L’incontro con Pasolini nella serie è un passaggio simbolico di collisione, con un pensiero radicale e indomabile. Se potesse accadere nella realtà, il desiderio sarebbe capire come si sostiene il peso della lucidità.

Luigi ha una battuta molto netta che descrive la sua visione: vorrebbe fare ciò che Pasolini fa con il cinema. Raccontare quel mondo disastrato del sottoproletariato e delle periferie, dotato di una bellezza autentica, che squarcia le coscienze.

Cosa guida la tua scelta dei progetti e c’è un sogno nel cassetto che ti va di condividere?

La scelta dei progetti è guidata dalla possibilità di trasformazione. Si accettano storie che spostano, che interrogano, che creano frizione. Un sogno? Interpretare un personaggio su un arco di vita molto lungo, lasciando che il tempo modifichi non solo la sua morale, ma anche il suo corpo, la sua voce, il suo sistema di valori.

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